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Punto di vista del narratore: cos’è e come utilizzarlo

Punto di vista del narratore

Il punto di vista del narratore è un elemento cruciale della narrazione, poiché determina la prospettiva da cui viene raccontata la storia e influenza l’effetto che ha sui lettori.

Il punto di vista del narratore può essere descritto come l'”occhio” attraverso cui la storia viene vista e raccontata. In questo articolo, esploreremo dunque i diversi punti di vista narrativi, cosa significa cambiare il punto di vista e come scrivere un punto di vista efficace.

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Che cosa è il punto di vista del narratore?

punto di vista

Il punto di vista del narratore è una scelta fondamentale che gli scrittori devono fare quando raccontano una storia. Esso determina la prospettiva da cui gli eventi vengono narrati e influenza come i lettori percepiscono i personaggi e gli eventi del racconto.

Inoltre, può essere utilizzato anche per creare una relazione più stretta tra il lettore e un personaggio specifico, o per creare una maggiore distanza emotiva e un’analisi più obiettiva degli eventi.

Ad esempio, utilizzando il punto di vista in prima persona, il lettore può essere immerso nei pensieri e nelle emozioni del personaggio narratore, creando una relazione più forte con lui. D’altra parte, utilizzando il punto di vista in terza persona, il lettore può invece ottenere una visione più obiettiva degli eventi e dei personaggi.

La scelta del giusto punto di vista narrativo è dunque fondamentale per creare una narrazione efficace e coinvolgente. Ci sono diverse opzioni tra cui scegliere, e ognuna di queste offre vantaggi diversi l’una dall’altra.

Quali sono i punti di vista narrativi?

punti di vista narrativi

Come anticipato, ci sono diversi punti di vista narrativi a cui gli scrittori possono ricorrere per raccontare una storia.

  • Il punto di vista del narratore in prima persona è quando il narratore è un personaggio nella storia e racconta gli eventi dal proprio punto di vista. Questo crea una relazione più intima tra il lettore e il narratore, poiché il lettore può conoscere i pensieri e le emozioni del narratore.

    L’utilizzo della prima persona crea un legame diretto tra narratore e lettore, facendo sì che i lettori sperimentino gli eventi quasi come se fossero i loro, con un’intensità emotiva maggiore. Questo punto di vista favorisce l’empatia e l’identificazione profonda con il narratore, consentendo una connessione emotiva più forte.

    Esempio di questo è il romanzo “Il grande Gatsby” di F. Scott Fitzgerald, dove il narratore, Nick Carraway, racconta la storia dal suo punto di vista, immergendo i lettori nelle sue percezioni e reazioni agli eventi.

  • Il punto di vista in terza persona è quando il narratore non è un personaggio nella storia e racconta gli eventi da una prospettiva esterna. Questo crea una maggiore distanza emotiva tra il lettore e i personaggi, ma permette un’analisi più obiettiva degli eventi.

    La terza persona, in particolare la forma limitata, può creare un senso di curiosità e distacco, offrendo una panoramica più ampia della storia, ma con meno enfasi sui pensieri interni di un singolo personaggio. Ciò consente ai lettori di formarsi un’opinione più oggettiva sugli eventi e i personaggi.

    Un esempio classico è “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj, che utilizza una narrazione in terza persona per esplorare in modo onnicomprensivo le vite dei vari personaggi, offrendo una visione ampia degli eventi storici e personali.

  • Il punto di vista onnisciente è quando il narratore ha conoscenza di tutti i pensieri e le azioni dei personaggi e può descrivere tutto ciò che accade. Questo fornisce una visione completa e dettagliata degli eventi e dei personaggi, ma può anche creare una distanza emotiva tra il lettore e i personaggi.

    Il punto di vista onnisciente offre una comprensione più completa ma può ridurre l’intimità emotiva con i personaggi. I lettori ricevono una visione panoramica della storia, il che permette di comprendere meglio le interazioni e le dinamiche tra i personaggi.

    “Cento anni di solitudine” di Gabriel García Márquez è un esempio di narrazione onnisciente, dove il narratore sa tutto sui personaggi, passando fluidamente da uno all’altro e fornendo un’ampia prospettiva sugli eventi della storia.

  • Il punto di vista in seconda persona è quando il narratore indirizza direttamente il lettore come se fosse un personaggio nella storia. Questo crea un senso di coinvolgimento immediato del lettore, ma può essere difficile da mantenere per tutta la durata della storia.

    Questo punto di vista unico coinvolge direttamente il lettore, creando un’esperienza narrativa più interattiva. Può essere straniante ma anche estremamente coinvolgente, poiché pone il lettore al centro della storia.

    Sebbene meno comune, un esempio è il romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino, che utilizza il “tu” per coinvolgere direttamente il lettore nella narrazione.

  • Il punto di vista in terza persona limitata è quando il narratore si concentra solo sui pensieri e le azioni di un personaggio specifico, limitando la conoscenza degli eventi solo a ciò che succede a lui. Questo può creare una relazione più intima con il personaggio, ma può anche limitare la comprensione globale degli eventi.

    Concentrandosi sui pensieri e le esperienze di un unico personaggio, questo punto di vista combina l’oggettività della terza persona con l’accesso ai pensieri interni tipico della prima persona, creando un equilibrio tra empatia e oggettività.

    Harry Potter” di J.K. Rowling è un esempio eccellente, focalizzandosi principalmente sui pensieri e le esperienze di Harry, permettendo ai lettori di identificarsi intimamente con il personaggio principale.

Scegliere il punto di vista narrativo giusto dipende quindi dalla storia che si vuole raccontare e dall’effetto che si vuole ottenere sui lettori. È importante considerare i personaggi e gli eventi della storia e decidere quale prospettiva li rappresenti al meglio.

Cosa significa cambiare il punto di vista?

cambiare punto di vista

Cambiare il punto di vista del narratore significa modificare la prospettiva da cui una storia viene raccontata.

Uno scrittore può decidere di cambiare il punto di vista per diversi motivi, come per esempio per creare una maggiore tensione o suspense, per caratterizzare un personaggio in modo diverso o per offrire una nuova prospettiva sugli eventi della storia.

Può essere una scelta efficace, ma richiede una grande abilità e attenzione ai dettagli.

Per farlo nella maniera giusta, è importante preparare i lettori al cambiamento e assicurarsi che sia coerente con la trama e i personaggi. Inoltre, è importante utilizzare un linguaggio e un tono coerenti con il nuovo punto di vista.

Come scrivere un punto di vista narrativo efficace?

scrivere un punto di vista del narratore efficace

Scrivere un punto di vista narrativo efficace richiede una comprensione delle diverse tecniche narrative e, anche qui, un’attenzione ai particolari.

Si può decidere, per esempio, di utilizzare la descrizione dei personaggi e degli eventi per rafforzare la prospettiva del narratore, utilizzando parole e frasi che riflettono i suoi pensieri e le sue emozioni, creando in questo modo una relazione più stretta con il lettore e rafforzando anche la credibilità e la coerenza del punto di vista narrativo.

Si può anche fare la scelta di utilizzare un linguaggio specifico o un tono di voce per i personaggi in base al punto di vista del narratore, evidenziando così la sua visione all’interno della storia.

Inoltre, si possono anche utilizzare gli elementi del setting, cioè gli oggetti, la natura e i suoni, per creare una scena viva e autentica.

Quale tipo di libro deve utilizzare il punto di vista?

tipo di libro

Il punto di vista del narratore è un elemento importante nella scrittura di un libro e può essere utilizzato in molte differenti tipologie di libri. Influisce, infatti, su come i lettori percepiscono i personaggi e gli eventi della storia, e può essere utilizzato per creare diverse tipologie di testi.

Il punto di vista narrativo in prima persona è spesso utilizzato nelle biografie, in cui il narratore è un personaggio che racconta la propria storia e le proprie esperienze, creando così con lui un forte senso di empatia.

Il punto di vista narrativo in terza persona è invece spesso utilizzato in romanzi d’azione, gialli e thriller, in cui il narratore è un’entità esterna alla storia e offre una visione più obiettiva degli eventi.

Questo può creare una maggiore tensione e suspense, poiché il lettore è in grado di conoscere i pensieri e le azioni dei personaggi, ma non necessariamente le loro emozioni.

Il punto di vista narrativo onnisciente è spesso utilizzato in romanzi storici, fantasy e romanzi di formazione, in cui il narratore ha conoscenza di tutti i pensieri e le azioni dei personaggi e può descrivere tutto ciò che accade.

Questo può offrire una visione completa e dettagliata degli eventi e dei personaggi, ma può anche creare una distanza emotiva tra il lettore e i protagonisti del libro.

In ogni caso, lo ripetiamo, la scelta del punto di vista narrativo dipende dalla storia che si vuole raccontare e dall’effetto che si vuole ottenere sui lettori. È importante partire dai personaggi e dagli eventi della storia e poi decidere quale prospettiva li rappresenti al meglio.

Contesto storico e culturale dei punti di vista narrativi

punto di vista della narrazione: contesto storico e culturale

Dopo aver analizzato i vari punti di vista narrativi, è utile considerare anche il loro contesto storico e culturale.

La scelta di un particolare punto di vista, infatti, non è solo una decisione stilistica, ma è spesso influenzata dalle tendenze letterarie e culturali del tempo.

  • Prima Persona nella Letteratura Moderna: La popolarità del punto di vista in prima persona è cresciuta nel corso del XX secolo, spesso legata all’esplorazione dell’individualismo e dell’interiorità psicologica. Autori come James Joyce e Virginia Woolf hanno rivoluzionato questo stile, utilizzandolo per esplorare profondamente la coscienza dei loro personaggi.

  • Terza Persona nei romanzi del XIX Secolo: Il punto di vista in terza persona era dominante nei romanzi del XIX secolo, epoca in cui la letteratura si concentrava sulla descrizione dettagliata di ambienti e personaggi. Autori come Charles Dickens e Lev Tolstoj hanno usato questo stile per dipingere ampie tele storiche e sociali.

  • Onniscienza e Letteratura Classica: Il punto di vista onnisciente ha radici profonde nella letteratura classica e nell’epica, dove era comune per i narratori avere una visione divina e totale degli eventi. Questo stile è stato poi adottato da autori come Tolstoj e, più recentemente, da narratori di storie epiche, come in alcuni romanzi fantasy.

  • Seconda Persona e sperimentazioni narrative: L’uso della seconda persona è spesso legato a sperimentazioni narrative nel XX e XXI secolo, con autori come Italo Calvino che lo hanno utilizzato per sfidare le convenzioni narrative e coinvolgere direttamente il lettore nella storia.

  • Terza Persona Limitata e narrativa contemporanea: La terza persona limitata, che combina la distanza della terza persona con l’accesso ai pensieri di un personaggio, è diventata popolare nella narrativa contemporanea, offrendo un equilibrio tra oggettività e accesso emotivo.

Questi cenni storici e culturali dimostrano come il punto di vista narrativo non sia solo una scelta tecnica, ma sia anche profondamente radicato nella storia della letteratura e nelle sue evoluzioni culturali.

Sfide nella scelta del punto di vista narrativo e come superarle

sfide punto di vista del narratore

La scelta del punto di vista del narratore non è priva di sfide per gli scrittori, poiché ogni scelta porta con sé specifiche complessità e limitazioni.

  • Sfide del Punto di Vista in Prima Persona: Mantenere una voce narrativa coerente e credibile può essere difficile, specialmente quando si cerca di evocare empatia, senza scivolare nell’autocommiserazione. Per superare questa sfida, gli scrittori possono concentrarsi sull’approfondimento psicologico del personaggio narratore, assicurandosi che le sue percezioni e reazioni siano realistiche e ben sviluppate.

  • Sfide del Punto di Vista in Terza Persona: Bilanciare la visione oggettiva con la necessità di mantenere l’interesse del lettore può essere impegnativo. Gli scrittori possono superare questo ostacolo utilizzando descrizioni vivide e garantendo che il narratore fornisca sufficienti dettagli interni dei personaggi per mantenerli tridimensionali e interessanti.

  • Sfide del Punto di Vista Onnisciente: Evitare l’eccesso di informazioni e mantenere la suspense sono aspetti critici. Gli scrittori possono focalizzarsi su quali informazioni condividere e quando, creando un equilibrio tra conoscenza e mistero per tenere i lettori impegnati.

  • Sfide del Punto di Vista in Seconda Persona: Questo stile può essere disorientante per i lettori se usato in modo eccessivo. Gli scrittori dovrebbero usare questa tecnica con moderazione e solo quando serve a rafforzare l’immersione e la connessione del lettore con la storia.

  • Sfide del Punto di Vista in Terza Persona Limitata: Rimanere coerenti con il punto di vista di un singolo personaggio senza perdere dettagli importanti dell’ambientazione e degli altri personaggi può essere difficile. Gli scrittori possono superare questo problema assicurandosi che il personaggio attraverso cui si narra abbia accesso a informazioni chiave e presentando eventi e ambientazioni in modo che riflettano la sua percezione.

Queste sfide, sebbene significative, possono essere superate con una pianificazione attenta e una profonda comprensione dei propri personaggi e della storia.

Risposta dei lettori moderni ai diversi punti di vista narrativi

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In un’era caratterizzata da rapidi cambiamenti culturali e tecnologici, la risposta dei lettori ai diversi punti di vista narrativi è diventata sempre più dinamica e multiforme.

La digitalizzazione della lettura, l’aumento dei social media e la crescente diversità nelle pubblicazioni hanno influenzato notevolmente le preferenze e le aspettative dei lettori moderni.

  • Prima Persona e connessione personale: In un’epoca dominata dai social media, dove le storie personali e l’autenticità sono molto apprezzate, i lettori moderni spesso gravitano verso narrazioni in prima persona. Questo punto di vista favorisce un senso di immediatezza e intimità, permettendo ai lettori di connettersi profondamente con il narratore, simile a come interagiscono con le narrazioni personali sui social.

  • Terza Persona e contesto ampliato: Con l’accesso a una vasta gamma di informazioni grazie alla tecnologia, i lettori moderni apprezzano anche le narrazioni in terza persona che offrono una visione più ampia del mondo. Questo punto di vista permette di esplorare diverse prospettive e contesti, riflettendo la complessità del mondo globale in cui viviamo.

  • Desiderio di Onniscienza: L’era digitale ha alimentato il desiderio di onniscienza, con i lettori che cercano di comprendere ogni aspetto di una storia. Il punto di vista onnisciente risponde a questa esigenza fornendo una visione completa degli eventi e dei personaggi.

  • Seconda Persona e interattività: La seconda persona, sebbene rimanga un’opzione meno comune, risuona con lettori abituati a esperienze interattive come i videogiochi e le narrazioni partecipative online. Questo stile può creare un’esperienza coinvolgente e personale che rispecchia il modo in cui i lettori moderni interagiscono con i media digitali.

  • Terza Persona Limitata e specializzazione: Con il crescente interesse per le storie focalizzate e dettagliate, la terza persona limitata è diventata un punto di vista apprezzato. Offre un equilibrio tra una narrazione oggettiva e l’accesso ai pensieri e alle esperienze di specifici personaggi, riflettendo la tendenza dei lettori moderni a cercare storie che esplorino in profondità singoli aspetti o temi.

Conclusione

In conclusione, il punto di vista del narratore è un elemento chiave nella scrittura di un libro e può influire notevolmente su come i lettori percepiscono i personaggi e gli eventi. Esistono diverse prospettive narrative tra cui scegliere, come il punto di vista in prima persona, in terza persona e onnisciente, ciascuna con i suoi pro e i suoi contro.

Scegliere il punto di vista narrativo giusto dipende dalla storia che si vuole raccontare e dall’effetto che si vuole ottenere sui lettori. È importante considerare i personaggi e gli eventi della storia e decidere quale prospettiva li rappresenti al meglio.

Inoltre, utilizzare tecniche narrative per scrivere un punto di vista efficace, come l’utilizzo di descrizioni dettagliate dei personaggi e degli eventi, il dialogo e gli elementi del setting, può aiutare a creare un punto di vista narrativo credibile e coinvolgente.

La comprensione del punto di vista narrativo, e delle tecniche narrative per utilizzarlo efficacemente, è quindi fondamentale per gli scrittori per creare storie coinvolgenti e ben costruite.

Ora è il tuo turno per farmi sapere cosa ne pensi lasciando un tuo commento qui in basso. Quale punto di vista utilizzi nella scrittura del tuo libro? Quali sono le tue tecniche preferite per creare un punto di vista narrativo efficace?

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