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Come Scrivere un Romanzo: Intervista a Francesco Gradozzi

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Come scrivere un romanzo, come pubblicarlo e venderlo, ce lo domandiamo tutti, non è vero?

E abbiamo di fronte scrittori famosi, con grandi case editrici alle spalle, e ci scoraggiamo subito. Ma non è sempre così…la storia può andare anche in maniera diversa…

Per esempio, quella di Francesco Gradozzi, che fa l’avvocato e un giorno decide di scrivere un libro. Chiunque mi avesse detto che un avvocato aveva deciso di scrivere un libro… avrei pensato a una guida o un saggio…e invece Francesco decide di capire come scrivere un romanzo.

Ma non sa da dove cominciare… la sua scrittura giuridica è completamente diversa da quella narrativa…e invece ce la fa…e il suo romanzo sta ottenendo un ottimo riscontro di pubblico.

Ascolta anche tu la sua storia… prima però di ascoltare l’intervista di Francesco, se non lo hai già fatto, scarica subito il mio Report gratuito su come vendere il tuo Libro con l’eMail Marketing.

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Che cosa scoprirai in questa intervista di Francesco Gradozzi?

  • Chi è Francesco Gradozzi e come mai ha deciso di scrivere un romanzo
  • Quali difficoltà ha incontrato nel promuovererlo
  • Se il suo “successo” come autore ha avuto ripercussioni positive nel suo lavoro di avvocato
  • Com’è riuscito a capire come scrivere un romanzo pur non avendolo mai fatto prima
  • Quali sono i consigli per chi vuole scrivere un romanzo per la prima volta

La video intervista la trovi qui sotto, basta cliccare il tasto “Play”. Se non hai voglia di vederla e ascoltarla tutta, o hai una connessione troppo lenta, in fondo alla pagina troverai la versione testuale dell’intervista. Buona visione (o buona lettura)!

Come Scrivere un romanzo giallo e pubblicarlo anche se il tuo lavoro è fare l’avvocato? Ce lo spiega Francesco Gradozzi

Chi è Francesco Gradozzi?

Francesco Gradozzi è un avvocato cassazionista e vive e lavora a Macerata nelle Marche.

So che hai scritto un romanzo, ce ne vuoi parlare?

Ho scritto un romanzo che si intitola ‘Il mandato’. È un legal thriller e racconta la storia di un avvocato maceratese che si trova proiettato in un intrigo internazionale dove deve scegliere che cosa fare, che implica assumere un’identità diversa e fingersi, quindi, un’altra persona.

Ci hai detto che tu fai l’avvocato: come ti è venuto in mente di scrivere un romanzo e non un saggio sul diritto?

Di saggi sul diritto ne ho scritto e continuo a scriverli, in particolare per quanto riguarda il diritto industriale che è la materia di cui mi occupo prevalentemente.

Però ho sempre avuto l’idea e il desiderio di fare qualcosa di diverso. Soprattutto dopo quasi 20 anni di professione forense ho sentito il bisogno di evadere un po’, e quindi ho iniziato a pensare all’idea di un romanzo. Un romanzo che però potesse prendere riferimento e spunto da quella che è la mia attività. Quindi ho immaginato di mettere in situazioni estreme un personaggio che avesse un po’ le mie caratteristiche.

Preciso che il romanzo non è autobiografico, però ho immaginato un personaggio che avesse le mie caratteristiche, proiettato in situazioni estreme.

Nello stesso contesto quindi…

Si, esatto. Il contesto è quello, anche se poi ovviamente parliamo di narrativa, che è un modo di evadere dagli schemi giuridici che sono molto rigidi.

Questa è la prima volta che scrivevi un romanzo e non un saggio di diritto… Hai avuto difficoltà nel promuoverlo? Hai utilizzato un sito, i social, delle piattaforme specifiche?

Per questo sono stato molto fortunato, perché ho la fortuna di conoscere e di essere amico di uno dei principali esperti di internet marketing in Italia, Valerio Fioretti, e quindi mi sono affidato a lui che ha curato tutta la parte relativa alla promozione e al lancio del mio libro.

Grazie a lui il mio libro è diventato bestseller su Amazon (leggi qui per sfatare i 5 falsi miti su vendere un libro su Amazon) nel weekend di Pasqua, è stato l’e-book in assoluto più scaricato

Era in vendita o gratuito?

In quel periodo era gratuito. Era stato messo per 24, o 48 ore non mi ricordo, come gratuito e quindi c’è stato ovviamente un boom di download.

Però questo mi ha consentito poi di avere un ranking maggiore su Amazon, una visibilità maggiore e quando è ritornato a essere a pagamento ha avuto un’ottima performance.

Poi chiaramente importante è stata anche la pagina su Facebook che viene aggiornata costantemente.

Pagina e non profilo…

Si pagina, assolutamente. Valerio mi ha proibito di aprire il profilo ma una pagina come autore. Oggi chiaramente c’è solamente l’unico romanzo che ho pubblicato, ma un domani ce ne potranno essere altri, sempre con la stessa pagina come autore, con dei post che vengono pubblicati periodicamente.

Quindi non hai creato una pagina o un gruppo su Facebook sul libro, ma solo su di te come autore?

Si, me come autore. Poi, Valerio mi ha consigliato di riportare l’URL di Facebook anche sulla quarta di copertina. E, in questo modo, oggi chi va lì trova informazioni su quello che è il mio libro.

Questo l’abbiamo fatto in modo che, un domani, non si debba cambiare l’indirizzo e si possa continuare a promuovere e comunicare eventuali e futuri libri.

Ecco questa è stata l’attività di promozione, a cui si è affiancata quella di presentazioni presso librerie, circoli culturali…

Quindi dal vivo e non solo online?

Esatto. Ho partecipato anche a a concorsi letterari, e mi permetto di dire che sono arrivato finalista nel concorso ‘Il mio esordio 2016’ organizzato dal gruppo editoriale ‘L’Espresso’: erano più di 1500 manoscritti ed è stata una bella soddisfazione arrivare tra i primi 50.

Chi segue questo sito sa che io dico sempre che scrivere un libro è importante anche se svolgi un’attività da libero professionista o sei un piccolo imprenditore, per aumentare la tua autorevolezza (leggi qui l’intervista di Martina De Nardi sul Personal Branding). Però di solito sono libri inerenti alla materia di cui ti occupi. Tu invece hai scritto un romanzo… questo ha avuto comunque ripercussioni positive, dirette e indirette, sul tuo lavoro?

Ripercussioni dirette direi di no. Quello che ho avuto, e che sto riscontrando a distanza oramai di circa sei mesi dal lancio, è una ricaduta indiretta di visibilità.

Oggi sono riconosciuto da molte più persone di quanto non fossi prima, e queste persone sanno che ho scritto sia un romanzo giudiziario, ma sanno anche che faccio l’avvocato. Ora non so se questo avrà ricadute nella mia professione, ma sicuramente a livello di visibilità generale sì.

Tu hai scritto il tuo libro con il self-publishing o con un editore? Quale il motivo della tua scelta?

L’ ho pubblicato in Self Publishing, inizialmente tramite la piattaforma Amazon Create Space per il cartaceo e Kindle Direct Publishing per l’ e-book.

Ultimamente mi sto avvalendo anche della piattaforma You Can Print, perché ho notato che ti fornisce un’ottimo formato cartaceo, carta di ottima qualità, copertina stampata in maniera eccellente e a un prezzo veramente buono.

Poi You Can Print ti dà la possibilità di essere acquistato in formato cartaceo in quasi tutte le librerie italiane (La Feltrinelli, Mondarori o Giunti, ad esempio).

Perché non ho pubblicato il mio libro con un editore? Prima di pubblicarlo avevo fatto un giro per i vari siti di editori più grandi e molto spesso vedevo la scritta ‘Non inviateci manoscritti’ perché ne abbiamo fin sopra i capelli, quindi li cestiniamo, neanche li leggiamo. Inoltre, su Internet ho scoperto che proporsi a un editore, e cedergli i diritti, significa lunghissimi tempi di attesa…

Almeno un anno…

Si, almeno un anno, ma più facilmente due anni di attesa. Per poi avere una tiratura, una promozione, una visibilità che non sono assolutamente garantite, e molto spesso con un contributo da parte dell’autore che non è, a volte, trascurabile.

Questa strategia, tra l’altro, vale a mio parere anche per chi volesse pubblicare con un editore. Io consiglio comunque sempre di pubblicare il primo libro con il Self Publishing. Perché in questo modo ti crei un tuo pubblico, sul mercato dimostri che hai comunque una certa visibilità, un certo gradimento, e la volta che deciderai di pubblicare il tuo libro con un editore, ti garantirà una promozione e una tiratura di un certo tipo rispetto all’ ultimo “sfigato”. Non so se sei d’accordo…

Assolutamente d’accordo, anzi ho letto di autori che sono diventati famosi dopo aver pubblicato con il Self Publishing. Sono diventati famosi perché l’editore invece di leggersi i manoscritti, andavano su Wattpad, piuttosto che Amazon, si vedevano le recensioni fatte e magari decidevano poi di pubblicarti.

Ci hai detto già era la prima volta che scrivevi un romanzo e non un saggio. Quali difficoltà hai avuto nel cambiamento di genere, e come sei riuscito a farlo?

Difficoltà tantissime, è stato un sacrificio su tutta la linea, sia a livello “fisico”, per trovare il tempo di scrivere, ma soprattutto mentale per riuscire a passare da un linguaggio giuridico che è molto tecnico, anche molto pedante se vogliamo, molto didascalico, a un linguaggio narrativo che deve essere invece coinvolgente, agile, sciolto.

Questo passaggio non è stato assolutamente facile. Tant’è che io noto, leggendo il libro, la differenza tra lo stile che ho all’inizio e quello che ho alla fine. Perché poi la formazione c’è stata anche durante l’esercizio di scrittura.

Sono riuscito a fare questo, anche stavolta grazie a Valerio Fioretti, che mi permetto di ringraziare di nuovo perché mi ha dato delle importantissime dritte su quali manuali leggere per scrivere.

Quali? Puoi farci il nome?

In particolare ho letto il manuale di due autori inglesi, il cui titolo è ‘La Fiction Decodificata’. È un manuale pratico, dove ti viene spiegato come la narrativa contemporanea abbia sempre lo stesso identico schema, con cui devi riuscire a creare una narrazione ritmica, una narrazione coinvolgente, dove puoi utilizzare i famosi Cliffhangers, cioè dei momenti in cui il lettore viene tenuto in suspense, per poi riprendere con lo scorrimento della storia. È stato molto importante capire questo a livello di struttura narrativa.

Ho frequentato poi un corso di scrittura creativa a Roma da Francesco Izzo, e anche questa è stata un’esperienza molto importante, perché mi ha dato delle dritte stilistiche sulla scrittura romanzesca.

Inoltre tanto esercizio, come ad esempio quello di scrivere la stessa identica scena da più punti di vista, poi scriverla in prima persona, poi in terza, poi magari descritta con gli occhi di un altro personaggio.

Fare degli esercizi di questo tipo aiuta moltissimo, perché ti danno quella familiarità e quella elasticità che il lettore vede nelle righe della pagina. Però ti assicuro che non è stato un compito semplice…

A proposito della scrittura del romanzo, uno dei problemi principali che affronta chi scrive per la prima volta un romanzo è la questione temporale, la questione del tempo. Tu come hai fatto a risolvere questo problema?

Anche questo non è stato facile. Mi sono perso più volte nell’intreccio, perché la storia inizia con un prologo di dieci anni prima dei fatti che poi vengono narrati, e poi la storia va avanti nel tempo senza grandi flashback.

Il problema per quanto riguarda il fattore tempo è capire se ci fossero congruenze tra l’età dei personaggi, tra gli accadimenti, tra il rapporto padre e figlio. Perché a volte descrivi una certa situazione, con il padre che ha 40 anni e il figlio che ne ha 4, ma poi ti si intreccia male con un altro tipo di rapporto…

Un altro rapporto di parentela, ad esempio…

Un rapporto di parentela esatto, o magari un accadimento come la morte della moglie, che devi incastrare in un momento preciso in cui il figlio deve avere quell’età e non un’altra.

È anche difficile spiegarlo, a essere sincero. Però non è facile gestirlo e su questo ho trovato molto utile, anche qui, degli schemi che si trovano su Internet dove si denotano sin da subito le caratteristiche dei personaggi, che tu puoi sempre consultare mentre scrivi.

Hai cinque consigli da dare a chi vuole iniziare a scrivere per la prima volta un romanzo?

Posso parlare della mia esperienza e degli errori che ho fatto all’inizio e che poi ho corretto.

Intanto, il primo consiglio è di darsi un metodo, cosa che all’inizio non facevo, perché scrivere è veramente un mestiere. Ci vuole tanto impegno, tanta concentrazione, quindi trovare un metodo che ti garantisca un numero di ore necessarie per scrivere le pagine è fondamentale.

Io alla fine ho trovato il metodo di svegliarmi alle 6 di mattina, perché nelle altre ore del giorno non riuscivo a trovare il tempo, o la concentrazione, o la lucidità necessaria per scrivere. Quindi dalle 6 alle 7:30 riuscivo a dedicare un’ora piena alla scrittura.

Poi, trovare una storia che sia confacente alle proprie conoscenze, perché ho capito che scrivere di soggetti, di argomenti che non si conoscono è deleterio, perché si scade facilmente in banalità.

O nel luogo comune…

Esatto. I luoghi comuni, o le banalità che poi il lettore attento vede, nota e non approva.

Frequentare poi un corso di scrittura creativa.

Quindi sono utili?

Sì, direi proprio di si. O sei un lettore accanito per cui riesci a…

Capire quegli schemi…

Esatto. Ad assorbire talmente tanti esempi di romanzi, di scritture, in modo da poter avere una cultura vastissima sulla scrittura romanzesca, oppure hai bisogno di qualcuno che ti instradi e ti faccia analizzare il testo proprio dal punto di vista dell’ analista, del tecnico, per capire tra le righe per quale motivo l’autore ha scritto quella cosa piuttosto che un’altra, o ha usato quel tipo di struttura piuttosto che un altro.

Il quarto consiglio, da quello che ho capito io, è che nella narrativa non c’è una regola, non c’è un vero e proprio impianto di regole, di norme, che tu devi imparare e mettere in pratica. In realtà, puoi fare quello che vuoi.

L’importante è che in quello che scrivi ci sia il conflitto, l’importante è che tu non descriva semplici vignette, ma situazioni di conflitto, situazioni che si risolvono.

Soprattutto, devi trovare il modo di tenere sempre il lettore agganciato alle pagine e, quindi, fare in modo che ci siano colpi di scena e soluzioni che il lettore non si aspetta.

Poi non bisogna neanche cadere, e in molti romanzi purtroppo succede, in un tono paternalistico o moralistico, cioè il romanzo non ti deve dire come devi vivere la tua vita, ma ti deve raccontare un conflitto che si crea. Senza conflitto non c’è romanzo diceva Lukàcs.

Un’ultima domanda: hai dei consigli da dare su degli autori, dei blog, dei libri, o più in generale cose da leggere per scrivere un romanzo?

Allora innanzitutto Valerio, faccio pubblicità occulta a Valerio Fioretti. Apro e chiudo la parentesi su Valerio, lui non mi ha dato solo indicazioni su come lanciare e promuovere il mio libro, e quindi indicazioni di marketing, ma mi ha aiutato anche nel mandare avanti la storia.

È stato determinante su alcuni passaggi, quando avevo il blocco dello scrittore, anzi ho pensato almeno 3 o 4 volte di non pubblicarlo perché ero impantanato e non ero assolutamente soddisfatto di quello che facevo. Lui mi ha dato anche delle dritte a livello di narrazione. Però non tutti riescono a incontrarlo così frequentemente come faccio io.

È molto ben fatto e ci sono delle interessantissime indicazioni anche sul portale del ilmiolibro.it’ del Gruppo Editoriale L’Espresso.

Il sito è un po’ farraginoso, non è di agevolissima consultazione. Non è molto user-friendly, ma si riescono comunque a trovare degli ottimi spunti anche su cosa fare per scrivere romanzi.

Oltre chiaramente al tuo blog e anche alla tua ottima guida sull’Email Marketing, che ho letto. Ti faccio i miei complimenti perché è sintetica, ma veramente di contenuto.

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Guarda l’intervista a Valerio Fioretti

Sito Web ilmiolibro.it

Sito Web YouCanPrint

La mia Guida Gratuita per vendere il tuo Libro con l’Email Marketing

Video di Joseph Nassise su Fantastic Fiction Decoded

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